
La Lipocavitazione ad Ultrasuoni si sta rivelando in medicina estetica un valido alleato poiché sta dando eccellenti risultati, a fronte dell'utilizzo di apparecchiature realmente efficaci e sicure, con protocolli specificatamente studiati .Le onde che oggi permettono di "sciogliere" il grasso, non sono una novità visto che da anni sono utilizzate in ecografia per "vedere" oltre la cute i nostri organi interni, ed in campo fisioterapico per la cura di patologie osteo-articolari, sfruttando le vibrazioni meccaniche e l'effetto termico prodotto da tali onde. Gli effetti dell'ultrasuono sul nostro organismo possono essere:Termici,Generazione di cavitazione e Micromeccanici. Gli effetti termici degli ultrasuoni sono da attribuire all'effetto Joule. L'onda meccanica degli ultrasuoni determina movimenti molecolari che aumentano l'energia cinetica delle molecole: per effetto Joule l'energia potenziale di cariche elettriche in movimento viene in parte ceduta sottoforma di calore. Ne consegue un aumento della temperatura del materiale biologico che quando supera il valore fisiologico di 37°C, può determinare l'inizio della denaturazione proteica e quindi la perdita delle funzioni cellulari. La generazione di cavitazione:la testa di emissione di ultrasuoni a 40 kHz produce una depressione dinamica dovuta alla propagazione del suono, tanto da far scendere la pressione in un punto del liquido al di sotto della tensione dei gas disciolti. Quando la pressione assoluta è inferiore a quella dei gas, si ha formazione di micro-bollicine prodotte dalla cavitazione dell'acqua presente (solo liquido interstiziale). L'energia dell'onda determina, in funzione della sua forza, spostamenti, rotture e variazioni di forma delle molecole biologiche. La spinta meccanica può determinare conglomerazione tra varie molecole, modificazioni di strutture proteiche, rottura di cromosomi, mancata duplicazione del DNA, formazione di radicali liberi, denaturazione dei componenti della membrana cellulare. Gli effetti termici, meccanici e di cavitazione liberano, rompendo il tessuto adiposo, trigliceridi che vengono raccolti dal sistema linfatico e venoso e raggiungono la grande circolazione: in massima parte vengono eliminati dall'emuntario renale, una parte raggiunge il fegato dove vengono coniugati a formare lipoproteine. METODICA E PROTOCOLLI Con la lipocavitazione possiamo trattare le adiposità localizzate su addome, braccia, fianchi,glutei ed esterno cosce. I trattamenti sono indolori e non invasivi, tuttavia a seguito già della prima applicazione, può sorgere un edema moderato e localizzato che può, ad un primo esame, non far percepire l'immediata riduzione della massa grassa, riscontrabile invece ad edema riassorbito. Il trattamento lipoclastico è da considerarsi definitivo nelle zone di applicazione diretta, ma è da considerarsi ripetibile nel tempo, qualora gli adipociti rimasti siano aumentati di volume, per fattori esterni. Nella metodica sperimentata, la zona di adiposità da trattare, viene delineata con matita dermografica e successivamente cosparsa di comune gel per ultrasuoni. L'applicazione degli ultrasuoni avviene attraverso il passaggio di un manipolo per massimo 15 minuti per zona. Talvolta soggetti particolarmente predisposti, possono avvertire un leggero fischio. E' comunque un evento eccezionale poiché normalmente la frequenza percepita dall'orecchio umano è compresa tra 50 Hz e i 16-20 kHz, mentre gli ultrasuoni hanno una frequenza superiore ai 16-20 Khz. Il trattamento, in soggetti sani, prevede un protocollo di una seduta a settimana. E' consigliato un apporto idrico di circa 1,5 / 2 litri d'acqua prima di sottoporsi al trattamento, al fine di stimolare l'azione depurativa del fegato. E' sempre consigliabile attività fisica di supporto, (in modo che l'ATP prodotta dal catabolismo lipidico venga utilizzata dal muscolo e non per la biosintesi dei trigliceridi), ed un trattamento drenante a distanza di due o tre giorni (presso terapia o linfodrenaggio). CONTROINDICAZIONI Sebbene moderate, esistono controindicazioni al trattamento con Cavitazione ad Ultrasuoni, che è bene non sottovalutare: gravidanza, epatopatie, nefropatie, dislipidemia (ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia), aree che presentino lipomi.
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2010-09-21

La cellulite, detta volgarmente PEFS (Pannicolopatia Edemato-Fibro-Sclerotica), è la patologia estetica più diffusa e meno tollerata nel mondo femminile, oltre 20.000.000 di donne sono colpite in Italia. Non è solo un capriccio femminile ma una vera e propria patologia estetica, infine uno strumento che il corpo utilizza per dire “ help me”, aiutatemi a rallentare i vari processi di...
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2010-02-04

Nell’era della comunicazione per immagini, non è possibile sottovalutare l’importanza e il “peso” dell’apparenza fisica, l’immagine di noi stessi che parla al mondo circostante. Un’immagine che, se non rispondente a determinati requisiti culturalmente diffusi, può creare, in alcune persone, un senso di inadeguatezza.
Il make up, da sempre prezioso alleato della bellezza può...
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