La cheratosi attinica o cheratosi solare, è una lesione che compare generalmente nei soggetti adulti, di età superiore ai 40 anni, che spesso lavorano all’aperto.Hanno sede in qualsiasi parte del corpo, in particolare però nelle zone esposte al sole,come il volto ed il dorso delle mani.
La lesione è piana o rilevata,caratterizzata in genere da multiple formazioni squamose su fondo eritematoso del diametro iniziale di 3-10 mm, ma con tendenza ad estendersi in superficie.
Tale alterazione cutanea, tende ad insorgere di regola su una cute foto danneggiata ed è spesso associata a discromia ed ad elastosi attinica. Presentano delle atipie citoarchitetturali limitate al comparto epidermico, e per tale motivo è considerato un vero e proprio carcinoma in situ e da alcuni studi, la percentuale di evoluzione verso il atipie citoarchitetturali carcinoma invasivo è compresa tra lo 0.025% al 16%, ed è altrettanto ovvio che tale percentuale tenda ad aumentare in soggetti immunodepressi.
E’ però una precancerosi cutanea che tende ad evolvere verso il carcinoma spino-cellulare e per tale motivo è importante applicare una terapia preventiva e curativa.
E’importante sapere quali possano essere le terapie: la più praticata in USA è la crioterapia o azoto liquido, che però presenta diversi effetti collaterali quali dolori, reazioni eritemato-bollose, esiti dicromici con depigmentazione centrale e bordi ipercromici.
Altre terapie, sono basate sul curettage, l’elettrocoagulazione, la laserterapia,
l’interferone e i retinoidi sistemici: ma recentemente stanno evolvendo l’immunoterapia
basata sull’imiquod al 5%, la terapia antinfiammatoria topica con il diclofenac
sodico al 3% in acido ialuronico e la terapia fotodinamica con l’acido 5 aminolevulinico.
La scelta si basa sulla sede, sull’estensione delle lesioni e sul possibile risultato estetico ottenibile: è possibile abbinare alcuni trattamenti in sequenza, ad esempio la crioterapia per le lesioni cheratosi che ipertrofiche con successi va applicazione di un farmaco topico.
E’ interessante infine, sapere quanto sia valida l’associazione tra diclofenace e acido ialuronico nel sopprimere la crescita di tumori epiteliali ed i fenomeni di neoangiogenesi cutanea mediante molteplici meccanismi ed inoltre induce l’apoptosi cellulare in linee cellulari di carcinoma spinocellare cutanea. Questo è dovuto infatti alla maggiore biodisponibilità e persistenza del diclofenac nell’epidermide indotta dall’acido ialuronico.
Tale associazione rappresenta un approccio terapeutico innovativo alle cheratosi
attiniche rispetto ad altri trattamenti che esercitano effetti pro infiammatori.
BIBLIOGRAFIA
DALLA CHERATOSI ATTINICA AL CARCINOMA Ugo Bottoni
CAMPO DI CANCERIZZAZIONE Mauro Alaibac e Matteo Bordignon
DICLOFENAC/ACIDO IALURONICO Gino A. Vena
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