L’ipertensione arteriosa rappresenta un grande problema di salute pubblica: in italia sono ben 15 milioni le persone affette da ipertensione e, la possibilità di trattarla, acquisisce sempre di più una maggiore importanza.
La terapia dell’ipertensione si basa su due approcci: uno di tipo farmacologico e un altro di tipo non farmacologico. Iniziando proprio da quest’ultimo, vista l’importanza di evitare l’assunzione di farmaci per un lungo tempo di vita, è bene ricordare che si bas sull’abolizione di fumo, sul calo ponderale e successiva stabilizzazione del peso, l’esercizio fisico,la riduzione dell’eccessivo consumo
di bevande alcooliche, la riduzione del consumo di sodio con la dieta e l’incremento
dell’apporto di frutta e verdura oltre che una riduzione importante della quantità di grassi
alimentari, in particolare dei grassi saturi.
La terapia non farmacologica, secondo gli studi condotti, è in grado di ridurre la pressione in modo efficace,ma il risultato dipende dalla continuità e dalla regolarità della “ terapia”.
La terapia farmacologica deve fare invece i conti sul fatto che i trial clinici hanno una durata di 4 massimo 5 anni, il che non consente di avere uno studio effettivo sugli effetti a lungo termine sui pazienti,la cui aspettativa di vita, dal momento in cui iniziano la terapia antipertensiva, è di almeno venti anni. Inoltre questi trial clinici sono stati effettuati su persone con diversi fattori di rischio cardiovascolare e non sulla popolazione che presenta invece solo questo problema.
La terapia in senso pratico, si basa sull’assioma secondo cui la ionoterapia è in grado di ridurre i valori pressori solo in un numero limitato d’ipertesi, e per tale motivo diventa importante iniziare subito con un associazione di due farmaci, ovviamente al dosaggio più basso.
Le associazioni di maggior efficacia e tollerabilità sono risultate le seguenti:
-Diuretici tiazidici e ACE-inibitori;
-Diuretici tiazidici e Sartani;
-Ca-antagonisti e ACE-inibitori;
-Ca-antagonisti e Sartani;
-Ca-antagonisti e Diuretici tiazidici;
-Beta-bloccanti e Ca-antagonisti (diidropiridinici).
Nel paziente anziano, bisogna, come è ovvio, stare molto attenti,attenendosi alle linee-guida generali,iniziando in modo graduale ed effettuando la misurazione pressoria in modo ortostatico,sapendo scegliere la terapia se sono presenti anche altri fattori di rischio e tenendo in considerazione come spesso sia difficile ridurre la pressione arteriosa sistolica al di sotto dei 140 mmHg.
BIBLIOGRAFIA
Prof. Dario Manfellotto, Responsabile Centro Fisiopatologia Clinica e Coordinato
re scientifico Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina Roma “ Nuove frontiere n
el trattamento dell’ipertensione arteriosa”
Stefano Omboni e Roberto Bulegato “ Pressione arteriosa” Numero 1 2008
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