Il Disturbo Autistico rientra nel gruppo dei disturbi pervasivi dello sviluppo, patologia rara ( sebbene in forte aumento) e di difficile diagnosi e terapia. Proprio nel tentativo di trovare una cura a questo male, si è tentato di fare uno studio che potesse mettere in collegamento i disturbi gastrointestinali, le allergie di tipo alimentare e il disturbo autistico. Questi studi sono ancora in una fase iniziale ma hanno messo in evidenza che le abitudini alimentari dei pazienti autistici sono inusuali e vengono spesso considerate come un indicatore diagnostico. Due categorie di pasti sono preferite dai pazienti autistici: cibi asciutti o secchi e cibi di consistenza molle o semiliquidi. Le loro preferenze sono spesso basate sul tipo di scatolo o involucro e le loro percezioni sono basate quindi su sensazioni percettive piuttosto che gustative. Inoltre, il fatto che spesso non siano in grado di comunicare fa si che questi bambini non possano poi esprimere i propri gusti nel modo più spontaneo ed inoltre le loro necessità quali fame, sete, ed altro non essere individuati dai loro genitori o persone che gli sono accanto.I comportamenti rigidi di questi bambini e ripetitivi fa si che possano richiedere sempre lo stesso pasto e le stesse posate e questo porta loro a delle importanti e negative restrizioni sul comportamento alimentare. Il fatto di non saper comunicare si aggiunge alla difficoltà nel corretto uso delle posate o alla capacità di mangiare da solo. Quindi le barriere comunicative sono un ostacolo per il bambino che, in questo modo, non riesce ad esprimere le proprie esigenze nutrizionali. Non si deve però trascurare che tale atteggiamento potrebbe rappresentare un ulteriore manifestazione degli interessi e attività ristrette che attualmente caratterizzando in modo peculiare i pazienti affetti da autismo.Il problema di conseguenza è proprio individuare ed interpretare in modo corretto i comportamenti alimentari di questi bambini: la loro selettività riguardo alcuni cibi conseguente ad una reale preferenza o è semplicemente l’effetto di una condotta rigida e stereotipata? A tale quesito ancora oggi non è stato possibile dare una risposta certa ma una accurata analisi su un ampio numero di soggetti potrebbe in futuro apportare un utile contributo.RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICIAmerican Psychiatric Association: DMS-IV-TR Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Masson Ed.2000Gilderg C:Autism and the pervasive developmental disorder J Child sycholPschiatry, 31(1):99-119,1990Reichelt KL, Sarlid G, Lindback T, Boler JB: Childhood autmis: A complex disorder, BIol Psychiatry, 21:1279-1280, 1986.
L’addome acuto è considerato l’urgenza chirurgica per antonomasia ed è caratterizzato da un quadro clinico ad esordio improvviso e rapidamente ingravescente, ad etiopatogenesi varia, il cui comune denominatore è rappresentato dal dolore addominale.
La Sindrome clinica addominale, se non traumatica, consegue a patologie spontanee insorte acutamente o a complicanze di patologie croniche...leggi
Un nuovo studio ha dato vita al primo antivirale universale capace di sconfiggere tutti i principali virus influenzali che colpiscono l’uomo: A, B e, eventualmente, il virus H5N1 degli uccelli in caso di pandemia.
La scoperta, pubblicata dalla rivista “Pnas”, testimonia il lavoro svolto dai team delle università di Padova, Perugia e Cambridge (UK) che hanno sinergicamente sviluppato lo...leggi
Per emorragia critica si deve intendere, come riportano le linee guida europee pubblicate nel 2010, un’emorragia che comporti la perdita dell’intero volume di sangue nelle 24 ore (7% del peso corporeo nell’adulto; 8-9% nel bambino) oppure la perdita del 50% del volume di sangue nell’arco di 3 ore, con una velocità sanguinamento di 150 ml/min. (1) E’ una condizione di gravità estrema...leggi
