“L’ecografia può trasformare l’anestesia locoregionale da arte in scienza, l’abilità di vedere il nervo, l’ago e la diffusione dell’anestetico locale può essere la chiave di volta per eseguire un blocco di successo senza alcuna complicanza o effetto collaterale”.
Gli obiettivi principali dell’anestesista che intraprende un blocco nervoso periferico sono l’efficacia terapeutica e la sicurezza per il paziente. Le tecniche di anestesia locoregionale mediante l’utilizzo di elettrostimolatori ha ridotto notevolmente il rischio di danni vascolo-nervosi delle strutture interessate, ma l’introduzione degli ultrasuoni per l’identificazione dei nervi potrebbe ulteriormente ridurre tale rischio poichè l’adeguato posizionamento dell’ago sotto controllo visivo in tempo reale permette una manovra più sicura. “It’s important to emphasize that ultrasound and nerve stimulation techniques are not mutually exclusive. On the contrary, the two techniques complement each other and each has its own strengths and weakness. For this reason, residents should be encouraged to learn both techniques. Only time will tell which one of these techniques will become the method of choice for nerve localization pending results of future outcome studies and clinical experience.” ASRA Newsletter 2007 Vincent W.S. Chan.
L’uso degli ultrasuoni in anestesia locoregionale è relativamente nuovo, ma l’interesse per tale metodica si è rapidamente diffuso in molte sale operatorie europee. Il primo blocco eco-guidato è stato descritto nel 1978, ma soltanto nel 1990 si è potuto assistere, attraverso l’impiego delle apparecchiature ecografiche innovative, alla realizzazione in vivo di un’anestesia plessica per immagini.
I vantaggi che si ottengono con l’utilizzo degli ultrasuoni applicati all’anesesia locoregionale sono:
• Identificazione precisa della struttura nervosa, specialmente nei pazienti dove i reperi anatomici sono difficili da individuare;
• Identificazione accurata dell’ago e del suo decorso attraverso i piani anatomici, valutandone momento per momento direzione e profondità, quindi minore disagio per il paziente e maggiore percentuale di successo terapeutico;
• Identificazione delle strutture adiacenti al nervo, (vasi, pleura), quindi minor rischio di danno vascolo-nervoso;
• Identificazione della corretta distribuizione dell’anestetico locale e conseguente: onset time più breve, blocco più profondo e completo, di maggiore durata e minore rischio di fallimento, oltre a riduzione di dosaggio di anestetico locale e quindi minore tossicità locale e sistemica.
I vantaggi in ambito pediatrico sono ancora più importanti:
• Le strutture nervose sono estremamente superficiali e quindi più facili da visulaizzare;
• nei bambini vi è una minore calcificazione ossea, pertanto è più facile visualizzare lo spazio peridurale;
• le strutture vascolo-nervose sono molto vicine tra loro, quindi si possono evitare più facilmente errori e lesioni;
• i neonati e i lattanti presentano un metabolismo ridotto degli anestetici locali, pertanto risulta fondamentale ridurre il volume minimo necessario per la realizzazione di un blocco centrale o periferico.
Nel 2008 sono stati pubblicati numerosi articoli circa l’uso dell’ecografia in anestesia locoregionale.
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