La Sindrome dell'occhio secco è una delle condizioni oftalmiche più comunemente diagnosticato nella popolazione generale degli Stati Uniti con frequenza stimata dell’ 11%-17%.
Alcune malattie autoimmuni, farmaci, fattori ambientali, il fumo, la menopausa, l’anzianità e la popolarità delle procedure chirurgiche di rifrazione, quali il laser ad eccimeri e l'impianto precoce di IOL , hanno incrementato la necessità da parte degli oftalmologi di trattare tale sindrome al fine di conseguire soddisfacenti risultati chirurgici e di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da dry eye.
Il problema più comune relativo alla sindrome dell'occhio secco è un’alterata funzione delle ghiandole di Meibomio, responsabili della secrezione dello strato lipidico del film lacrimale che impedisce l'evaporazione prematura dello stesso. Una disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD) causa l’ accumulo di secreto con infiammazione ed infiltrazione batterica della ghiandola. La sindrome dell’occhio secco coinvolge entrambe le componenti infiammatoria e vascolare, con eritema oculare e teleangectasie, a loro volta caratteristiche peculiari di rosacea cutanea e oculare. Diversi studi hanno riscontrato un notevole miglioramento nel trattamento a luce pulsata (IPL) delle teleangectasie associate a rosacea ed eritema del volto .
Negli ultimi otto anni, Rolando Toyos, MD, direttore e fondatore della Clinica Toyos a Memphis, ha sviluppato un nuovo approccio al trattamento di questa patologia tramite luce pulsata o IPL, originariamente utilizzata in dermatologia. Il Dr. Toyos ritiene che il trattamento migliori la funzione della ghiandola di Meibomio e riduca pertanto la componente infiammatoria della sindrome dell'occhio secco.
Il trattamento con luce pulsata prevede l’ utilizzo di una lampada che emette energia in una banda compresa tra lo spettro visibile (400 nm) e gli infrarossi (1.300 nm). Il fascio di luce è diretto sulle telengectasie del margine palpebrale inferiore vicine alle ghiandole di Meibomio. L'emoglobina assorbe l'energia e coagula, determinando pertanto una trombosi dei vasi sanguigni. Il razionale alla base del funzionamento del trattamento con luce pulsata risiede nel fatto che i vasi sanguigni così trombizzati non possono inviare mediatori infiammatori alla ghiandola determinandone la disfunzione.
"La prima cosa che abbiamo notato nei pazienti trattati con luce pulsata" sostiene il Dott. Toyos, "è che le teleangectasie così come l'eritema ed il gonfiore ghiandolare sono rapidamente scomparsi. Come conseguenza, le palpebre sono apparse più pulite. Ad un mese dal trattamento, le ghiandole di Meibomio che finora non avevano funzionato, hanno iniziato ad operare ".
L’IPL è già stato approvato dalla FDA per il trattamento di pazienti con rosacea ed acne.
Il team del Dr. Toyos sta attualmente utilizzando il più recente Dermamed Q4, un sistema di luce pulsata con frequenza di 8-12 J/cm2 e un’ampiezza di impulso pari a 20 a 30 millisecondi a seconda della risposta della pelle. Il trattamento inizia a livello di un trago e si muove verso il trago controlaterale prima di ripetere il passaggio una seconda volta. Le ghiandole di Meibomio superiori non sono trattate direttamente, ma hanno tratto comunque beneficio dalla terapia indiretta.
Il trattamento con IPL non è tuttavia per tutti. E’ rivolto esclusivamente a pazienti con grave sindrome da occhio secco e a quelli con tipi di pelle Fitzpatrick 1 e 2. I pazienti con pelle scura non possono ricevere questo trattamento perché scolorirebbe la pelle.
Solitamente sono necessari 3-4 sedute diluite in quattro mesi per ottenere una corretta funzione della ghiadola ed una secrezione fluida. Obiettivo finale è il corretto funzionamento del 90% delle ghiandole palpebrali inferiori o tre trattamenti consecutivi senza aumento del numero di ghiandole funzionanti. "Nell'ultimo anno, meno dell'1% dei pazienti trattati non hanno risposto alla terapia"sostiene il Dott. Toyos.
Otto centri negli Stati Uniti eseguono al momento tale procedura. "Tuttavia, altri fattori sconosciuti possono giocare un ruolo importante nella patologia e sono necessari ulteriori studi per confermarne il meccanismo d'azione", osserva.
L’addome acuto è considerato l’urgenza chirurgica per antonomasia ed è caratterizzato da un quadro clinico ad esordio improvviso e rapidamente ingravescente, ad etiopatogenesi varia, il cui comune denominatore è rappresentato dal dolore addominale.
La Sindrome clinica addominale, se non traumatica, consegue a patologie spontanee insorte acutamente o a complicanze di patologie croniche...leggi
Un nuovo studio ha dato vita al primo antivirale universale capace di sconfiggere tutti i principali virus influenzali che colpiscono l’uomo: A, B e, eventualmente, il virus H5N1 degli uccelli in caso di pandemia.
La scoperta, pubblicata dalla rivista “Pnas”, testimonia il lavoro svolto dai team delle università di Padova, Perugia e Cambridge (UK) che hanno sinergicamente sviluppato lo...leggi
Per emorragia critica si deve intendere, come riportano le linee guida europee pubblicate nel 2010, un’emorragia che comporti la perdita dell’intero volume di sangue nelle 24 ore (7% del peso corporeo nell’adulto; 8-9% nel bambino) oppure la perdita del 50% del volume di sangue nell’arco di 3 ore, con una velocità sanguinamento di 150 ml/min. (1) E’ una condizione di gravità estrema...leggi
