Titolo provocatorio per ribadire ancora una volta l’accanimento perpetrato dagli organi d’informazione verso le Medicine Complementari e soprattutto nei confronti dell’Omeopatia. Alcuni mesi fa, la rivista Famiglia Cristiana, ha ospitato le opinioni del farmacologo Silvio Garattini e del prof. Leonello Milani, direttore scientifico de “La Medicina Biologica”, sul tema “Omeopatia sì o no”. Garattini ha ribadito che “le diluizioni utilizzate nei prodotti omeopatici sono talmente spinte che si accorge che essi non contengono nulla”. Ritiene, inoltre, che chi si cura con questi prodotti mette in pericolo la propria salute. Il Prof. Milani, vice presidente dell’AIOT, pone l’accento sul fatto che molti medici continuano a definire il farmaco omeopatico come “acqua fresca”, ignorando i risultati della sperimentazione clinica attuata presso le università, ospedali, istituti di cura e ricerca, pubblicati su riviste internazionali e che comprovano l’efficacia dei rimedi. L’AIOT e Guna Editore pubblicano, dal 2002, un testo contenente centinaia di lavori scientifici estratti dalla vasta bibliografia omeopatica, selezionando solo le pubblicazioni che rispettino in modo rigoroso i criteri e le metodologie basate sull’evidenza scientifica (EBM) e la Good Clinical Experimental Practice. Nella quarta edizione, aggiornata al 2008, vengono analizzati gli studi farmacologici in vitro e in vivo e intra vitam relativi all’attività biologica dei medicinali omeopatici e presi in considerazione gli studi clinici sull’uomo controllati o versus placebo o versus farmaco corrispondente allopatico. Le Banche Dati Internazionali e le principali riviste mediche internazionali hanno pubblicato i risultati di sperimentazioni cliniche controllate, metodologicamente attendibili, da cui emerge l’efficacia terapeutica dei farmaci omeopatici in diverse patologie. Intanto, assistiamo quotidianamente a campagne sistematiche di discredito dell’omeopatia, accresciutesi soprattutto dopo la metanalisi a firma Shang et al., pubblicata su The Lancet nel 2005, i cui risultati decretavano la fine senza appello dell’omeopatia. Nel 2008 due articoli - apparsi sul Journal of Clinical Epidemiology e su Homeopathy – di Ludtke e Rutten e di Rutten e Stolper rianalizzando il lavoro di Shang ne ribaltano completamente le conclusioni per i forti dubbi sui criteri di scelta e di selezione dei lavori inclusi nella review. Ecco perché diviene sempre più urgente la costituzione di una Commissione presso gli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri con lo scopo di istituire un registro degli esperti nelle MC, di elaborare linee guida per meglio illustrare le norme che, a tutela sia del medico che del paziente, e nel pieno rispetto del Codice deontologico, permettano l’utilizzo di tali metodologie mediche, per raggiungere una vera integrazione con la “medicina ufficiale”. Bisogna augurarsi che il Parlamento italiano riesca a promulgare, quanto prima, una legge che disciplini il settore delle Medicine Complementari. Un piccolo passo è già stato fatto. L’Assemblea del Senato, nella seduta del 24/06/2008, ha assegnato alla Commissione Igiene e Sanità il Disegno di legge di disciplina delle Medicine Non Convenzionali.
Consultato: < La Medicina Biologica > n. 119 gennaio-marzo 2009
Questo è un brano tratto dal diario di bordo della mia missione all'Ospedale Tiziano Terzani,
Emergency, Lashkar Gah, Afghanistan (Dicembre 2007 - Giugno 2008).
Domenica 27 Gennaio 2008
".....Ma cosa vuol dire essere uno di Emergency? e chi lo sa...solo un mese per rispondere...
ma è per questo che si scrive, per segnarsi nella memoria emozioni, eventi, obiettivi, fotografare con le...leggi
Quasi 40 anni, da 21 lavoro come infermiere e da poco di più come attore e poi regista, sia teatrale che di cortometraggi. Dopo anni di convivenza e di continue contaminazioni reciproche tra i miei due grandi amori professionali, nel 2005 ho per la prima volta unito in modo formale queste passioni nel mio elaborato di tesi per l’ottenimento della Laurea in Scienze Infermieristiche. Una tesi...leggi
Se chiediamo cosa s’intende col termine comunicazione tutti, più o meno hanno una comunità d’intento, al massimo viene confuso con informazione, ma se chiediamo cosa significa etico, specialmente se rivolto al nostro agire in sanità, le difficoltà a darne una definizione comune aumentano. La maggioranza lo associa alla sperimentazione dei farmaci, altri ai vari codici deontologico,...leggi
