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Doctormag Medicina e Salute News

2008-03-20

L’assistenza infermieristica per la gestione...

Professioni Sanitarie


L’assistenza infermieristica per la gestione...

La musicoterapia (MT) è una terapia complementare per promuovere un ambiente di salute, che può essere prontamente implementata al letto del paziente, sottoposto a ventilazione meccanica (VM) ed ha importanti effetti terapeutici: riduce l’ansia distraendo la persona dagli stimoli stressanti, promuovendo il sonno (Chlan L., Linda L., 2000).Biley definisce la MT come una forma controllata di ascolto della musica ed essa influisce, sia psicologicamente che fisicamente, durante il trattamento della malattia (Almerud S., Petersson K., 2003).L’ansia è provocata nei pazienti in VM quando le funzioni respiratorie sono insufficienti per mantenere uno scambio adeguato dei gas e di O2 (Wong H.L.C. et al., 2001).Grazie ai suoi effetti ansiolitici diminuisce l’attività del sistema nervoso simpatico (SNS), inibendo a sua volta l’eccitabilità del sistema nervoso centrale (SNC) e dell’attività neuromuscolare, inducendo il corpo a richiedere un minor consumo di ossigeno (O2). È per questo motivo che, sia la frequenza cardiaca (FC) che, la frequenza respiratoria (FR) si abbassano (Chlan. L., Linda L., 2000).Anche gli autori O’Sullivan e Zimmermann sono certi che la MT non solo diminuisce la FC, la FR e la PA, ma anche il post-carico cardiaco ed il dolore. Per l’autore Dealey il dolore ed ansia sono strettamente correlate perché il dolore può aumentare l’ansia e l’ansia può aumentare il dolore (Cardozo M., 2004).In uno studio, condotto da Almerud S. e Petersson K. (2003), i dati inerenti la PA sistolica e diastolica e FC, mostrano significative differenze nel gruppo di intervento rispetto al gruppo di controllo, al quale non viene somministrata la MT.Nel gruppo di intervento la PA sistolica passa da 136 mmHg a 124 mmHg durante il trattamento, 60 minuti dopo la PA passa da 124 mmHg a 131 mmHg.La PA diastolica passa da 62 mmHg a 58 mmHg durante il trattamento, 60 minuti dopo il trattamento passa da 58 mmHg a 62 mmHg.La FC rimane stabile durante la sessione di MT, aumentando dopo la conclusione del trattamento.Non ci sono risultati significativi per FR e SpO2.Gli effetti terapeutici della MT sono misurabili, non solo perché diminuisce la FC e la PA, ma perché sono stati sviluppati degli strumenti, capace di valutare miglioramenti nello stato psicologico dei pazienti sottoposti a VM.In uno studio di Chlan et al. (2001) l’ansietà è misurata con la Visual Analog Scale-Anxiety (VAS-A). La VAS-A è un accurato e sensitivo strumento capace di valutare miglioramenti nello stato psicologico dei pazienti sottoposti a VM.In un altro studio condotto da Wong H. et al. (2001) è stato utilizzato lo Spielberg State-Trait Anxiety Inventory (STAI). I punti totali sono tra i 20 e gli 80 punti e fu categorizzato come: basso livello d’ansia (20-39 punti), livello moderato d’ansia (40-53 punti) e alto livello d’ansia (60-80 punti).L’unico limite di questo strumento è di non essere applicabile senza carta e penna e quindi non è possibile applicarlo ad una popolazione di studio illetterata.In un ulteriore studio effettuato da Chlan e Linda L. (2000) l’umore associato alla malattia è stato misurato mediante il profilo dello stato d’ansia (POMS). I punti del POMS diminuiscono nel gruppo di intervento indicando una diminuzione dell’emozioni.Tutti questi tre studi, hanno chiaramente provveduto a supportare l’uso della MT, come un effettiva terapia ansiolitica (Wong H. L. C. et al., 2001).Altshuler spiega che, la MT può cambiare coscientemente le emozioni a livello corticale mediante la stimolazione dell’immaginazione e dell’intelletto.Mentre, secondo Brody, il cervello, influenzato dagli effetti terapeutici della MT, può stimolare le ghiandole a rilasciare endorfine, i naturali oppiacei del corpo, capaci di diminuire il dolore (Wong H. L. C. et al., 2001).Chlan e Wong indicano che 30 minuti di MT ininterrotta può effettivamente risolvere risposte stressanti nei pazienti in VM (Cardozo M., 2004).Secondo Bunt, la MT deve utilizzare brani di musica con ritmi regolari, lenti e toni ripetitivi, i quali esercitano un effetto ipnotico che contribuiscono a ridurre l’ansia.Zimbardo e Gerring affermano che la musica classica, suonata ai pazienti della terapia intensiva, per 30 minuti, produce lo stesso effetto di 10 mg di diazepam (Cardozo M., 2004).Uno studio condotto da Stubbs T. (2005) conclude che la musica è usata non solo per rilassare il paziente ma, in qualche modo, per “trasportarlo” mentalmente dall’area critica al posto dove loro ascoltano abitualmente quella musica.L’imperativo per il successo di un intervento di MT è un’accurata e minuziosa selezione musicale e preferenze musicali. Selezionare da sé la musica ansiolitica è efficace per indurre rilassamento e ridurre quindi l’ansietà nell’ascoltatore (Chlan L., Linda L., 2000).I soggetti furono istruiti ad ascoltare la musica che desideravano o quando lo desideravano, specialmente quando si sentivano ansiosi; difatti la MT ha migliori effetti benefici quando la frequenza e la lunghezza dell’intervento sono controllati dall’individuo.Un importante ruolo ricoprono gli infermieri, i quali furono istruiti ad individuare le persone necessitanti di MT (Chlan L. et al., 2001).La musica non può curare o alleviare il dolore completamente, ma è uno strumento per gestire il dolore, diminuisce il bisogno di sedazione ed analgesia (Cardozo M. 2004).Comunque i membri della famiglia, commentavano che la MT era un intervento ideale per i loro cari che ricevevano la VM (Chlan L. et al., 2001).Sebbene la MT è considerata libera da effetti collaterali l’intervento deve essere usato con cautela, un paziente potrebbe avere una risposta intensa, emotiva verso uno specifico pezzo di musica (Almerud S., Petersson K., 2003).C’è il rischio che i pazienti ascoltando una particolare musica abbiano un flashback negativo rispetto a procedure non piacevoli (Stubbs T., 2005).È in questo momento che l’infermiere prende la responsabilità più grande poiché, secondo Chlan, l’infermiere deve vigilare ed accertare le risposte del paziente (Cardozo M., 2004).Un modo, con la quale gli infermieri possono contribuire a creare un ambiente di salute, è condurre degli interveni di alta qualità e disseminazione dei risultati (Chlan L., Linda L., 2000).RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICIStubbs T. (2005) Experiences and perception of music therapy in critical ilness. Nursing Time Research, 101(45): 34-36.Cardozo M. (2004) Harmonic sounds: complementary medicine for the critically ill. Care of the Critically Ill, 13(22): 1321-1324.Almerud S., Petersson K. (2003) Music therapy – a complementary treatment for mechanically ventilated intensive care patients. Intensive and Critical Care Nursing, 19(1): 21-30.Wong H. L. C., Lopez-Nahas V., Molassiotis A. (2001) Effects of music therapy on anxiety in ventilator-dependent patients. Hearth and Lung; 30(5): 376-387.Chlan L., Tracy M. F., Nelson B., Walker J. (2001) Feasibility of music intervention protocol for patient receveing mechanical ventilatory support. Alternative Therapies in Health and Medicine; 7(6): 80-83.Chlan L., Linda L. (2000) Music therapy as a nursing intervention for patients supported by mechanical ventilation. American Association of Critical-Care Nurses; 11(1): 128-138.


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Brumana Giampiero
Infermiere Stroke Unit, Fondazione Poliambulanza Brescia


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