Ohibò, cosa c’entra il volontariato nell’area delle professioni sanitarie? C’entra quando il volontario è un lavoratore della sanità arcistufo di lavorare nella sanità. Sei un operatore sanitario che quando arriva al lavoro e passa il bagde nel marcatempo sente il “beeeep” rimbombargli nella testa, che quotidianamente leva una muta preghiera (Signore, fa che oggi non sia coinvolto in nessun caso di malasanità), che non teme la relazione con 100 pazienti al giorno, ma prova sgomento all’idea di dover affrontare un solo “burocretino”, che quotidianamente sperimenta l’assenza della parola “meritocrazia”, che spera nell’abolizione dello scalone a favore di un balcone, che la sera davanti alla TV rifugge da tutte le trasmissioni che (s)parlano di salute dispensando istruzioni per il “fai-da-te”, che prova orrore guardando le fiction italiane ambientate in improbabili nosocomi con improbabili infermiere addobbate con improbabili cuffiette effetto “Cita“ e che ancora si interroga su quale sia la sostanza miracolosa che consente a quelli di E.R. di lavorare ininterrottamente per 100 ore senza nemmeno arrabbiarsi se il collega non gli dà lo smonto…? Insomma, se ti riconosci anche poco poco sappi che una via d’uscita c’è. No, non è andare a vendere cocco sulla spiaggia di Bahia. E’ il volontariato. E proprio in ambito sanitario. Come hanno fatto alcuni di noi. Il volontariato salva prima di tutto i volontari! Una provocazione? Certo che si, ma solo un po’. Rielabora la tua esperienza: sei un punto di osservazione “privilegiato”, interagisci quotidianamente con una umanità sofferente che a volte non riesce nemmeno ad esprimere i propri bisogni e tu potresti esserne l’unica voce. Ripensa ai tanti piccoli miracoli che hai prodotto nella tua vita professionale. Non ce la fai proprio ad interessarti di sanità anche fuori dell’orario di servizio? Parliamone, tra noi c’è anche chi si interessa di educazione, minori a rischio, immigrati, servizio civile, tutela del patrimonio artistico ed altro ancora. Insomma, noi siamo qua. Sempre di corsa ed in perenne affanno, inseguendo nuove idee e sempre con la cassa in rosso, perché siamo oramai degli OGM che se non hanno un problema da risolvere avvertono uno strano disagio. Pensaci.Oggi prendiamoci cura di noi stessi, del lavoro parleremo un’altra volta.
Le principali cause di sovraffollamento dei Pronto Soccorso (P.S.) italiani sono riferibili a numerosi fattori tra cui: la crescente mancanza di fiducia nei confronti del medico di famiglia, i tempi di attesa troppo lunghi per ottenere prestazioni specialistiche ambulatoriali ed esami diagnostici, l’incremento della parte di popolazione non inserita nel Servizio Sanitario Nazionale....leggi
Parlare di Eccellenza senza parlare di centri di costo non ha nessun valore specie nella situazione economica attuale; così come non ha valore citare qualche nome della “pseudo dirigenza intermedia” senza fare una netta distinzione tra buona e cattiva leadership.
L’organizzazione perfetta non esiste; essa si barcamena tra forze contrapposte che guidano il cambiamento, che cercano di dare...leggi
La trombolisi è una terapia endovenosa basata sull’impiego di farmaci capaci di sciogliere il coagulo di sangue (formato da piastrine e fibrina) detto trombo che si crea all’interno delle arterie cerebrali e che causa l’ictus ischemico.
La trombolisi si effettua, ovviamente, dopo che al paziente è stato diagnosticato dal neurologo, un ictus ischemico.
Una volta escluse le numerose...leggi
