Il nuovo farmaco orale per il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale si chiama ranelato di stronzio (OSSEOR), che trova il suo razionale nella riduzione del riassorbimento osseo e nella stimolazione della formazione ossea.
Vista l’attuale tendenza di un’aumentata incidenza dell’osteoporosi, per via dell’allungamento della vita media delle persone e la sede d’insorgenza della patologia (frattura vertebrale) che può determinare successive complessive, è bene saper trovare la giusta terapia che da studi preclinici e clinici ha potuto constatare la bontà del suddetto farmaco.
Lo studio STRATOS, durata 2 anni e condotto in doppio cieco e controllato con placebo, ha stabilito che la dose efficace per il trattamento con il ranelato di stronzio è pari a 2g/die.
Negli studi preclinici ha dato dimostrazione di efficacia ed è stata valutata anche negli animali, in quanto il ranelato di stronzio ha accresciuto il contenuto minerale ed il volume osseo del femore, oltre che ridurre il riassorbimento osseo.
Anche in un modello murino, conformemente ad altri risultati, è stata ridotta l’incidenza di fratture ossee a livello vertebrale. Questi studi hanno dimostrato insomma che il ranelato di stronzio in vivo ed in vitro possiede il potenziale adeguato per divenire un nuovo agente terapeutico nella prevenzione delle fratture da osteoporosi postmenopausale.
Lo Stronzio si deposita infatti in modo dose dipendente nelle unità ossee di neoformazione ed è stato dimostrato che il suo contenuto rimane nell’osso, raggiungendo un plauteau dopo 2-3 anni di trattamento. Esso non sostituisce il calcio ma viene assorbito sulla superficie del minerale,
il che depone per una rapida clearance dello stronzio dall’osso. La resistenza alla fratture è in funzione non solo della massa ossea, ma anche della microarchitettura tridimensionale dell’osso, e il ranelato di stronzio ha determinato miglioramenti nella microstruttura tridimensionale trabecolare e corticale.
Negli studi effettuati, il livello di sicurezza raggiunto con l’utilizzo di questo farmaco era molto alto grazie al fatto che la diarrea, tra gli effetti collaterali maggiori, dopo tre mesi aveva un’incidenza pari al gruppo trattato con placebo.
L’osteoporosi è una malattia cronica e la sicurezza e tollerabilità del trattamento sono essenziali, poiché è un intervento a lungo termine. Circa la qualità, l’osso si mineralizza in modo normale con struttura lamellare di base che viene ad esser mantenuta: quindi, l’efficacia e la sicurezza del ranelato di stronzio sono almeno comparabili con quelle della terapia convenzionale.
Quelle con osteoporosi sono le pazienti anziane più a rischio di frattura, e tale rischio viene aumentato da altri fattori, quali cadute, deficit alimentari e comorbilità. Il ranelato di stronzio è la prima terapia antiosteoporotica che dimostra di ridurre in modo rapido ed a lungo termine le
fratture vertebrali e non vertebrali, comprese le fratture dell’anca, nelle pazienti dagli 80 anni in su. L’efficacia degli agenti antiriassorbitivi nel ridurre l’incidenza delle fratture non vertebrali non era evidente in questo gruppo di età, mentre deve essere ancora dimostrata quella dell’agente
anabolico teriparatide.
In conclusione, la sicurezza e l’efficacia del ranelato di stronzio come trattamento di prima scelta nelle donne in postmenopausa con osteoporosi per ridurre il rischio di fratture vertebrali e non vertebrali, comprese quelle dell’anca, sono state dimostrate nell’arco di un periodo di 3 anni e
confermate nel lungo termine. Questo è il solo farmaco antiosteoporosi che si sia dimostrato efficace nel ridurre fratture vertebrali e non vertebrali, comprese quelle dell’anca, nelle pazienti dagli 80 anni di età in su.
BIBLIOGRAFIA
Ranelato di stronzio per la prevenzione delle fratture osteoporotiche di
Reginster, Malaise, Neupres e Bruyere.
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general female population
The effects of strontium ranelate reduces the risk of the vertebral fracture
in women with postmenopausal osteoporosis, Meunier, Roux e Seemen
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