2008-03-20
Le proprieta' terapeutiche del Ginkgo Biloba
Settore Farmaceutico
Il Ginkgo (Ginkgo biloba) tra tutte le specie esistenti, è in assoluto uno degli alberi più antichi al mondo. Originario della Cina è stato da sempre utilizzato nella Medicina tradizionale e le proprietà terapeutiche delle sue foglie sono tutt’oggi oggetto di numerosi studi. A differenza di molte altre erbe medicinali, le foglie del Ginkgo non sono frequentemente utilizzate nel loro stato grezzo, ma in forma di concentrato, ovvero come GBE (estratto di Ginkgo Biloba standardizzato).
Nella Medicina tradizionale è da tempo conosciuto per i suoi benefici nel trattamento delle malattie respiratorie, delle perdite di memoria e in generale per la sua capacità di migliorare le funzioni cognitive. Diversi trials clinici nel corso degli anni hanno poi fornito un supporto scientifico a tali credenze.
Le foglie del Ginkgo contengono infatti tre tipi di sostanze chimiche: i flavonoidi, i polifenoli e i terpeni, che si ritiene abbiano potenti proprietà antiossidanti e siano perciò in grado di combattere i radicali liberi e i danni all’organismo da essi derivati. Inibendo la perossidazione lipidica delle membrane gli antiossidanti proteggono quindi il cervello e il sistema nervoso, aiutando a controllare gli effetti dell'invecchiamento.
Tra i vari ambiti di applicazione del Ginkgo Biloba, uno dei più studiati è senza dubbio quello riguardante il trattamento della demenza e in particolare della Demenza di Alzheimer (AD). Le sue provate capacità di migliorare le funzioni cerebrovascolari e le proprietà antiossidanti poc’anzi citate hanno infatti portato i ricercatori a ritenere che la somministrazione di GBE potesse in una certa misura contribuire a migliorare sia l'apprendimento che la memoria nelle persone con AD. Gli studi clinici effettuati sull’estratto di Ginkgo hanno in seguito supportato tale ipotesi in quanto si trovò che alla somministrazione di GBE conseguivano miglioramenti delle funzioni cognitive in generale, miglioramenti nelle attività della vita quotidiana, nel comportamento sociale oltre ad una significativa diminuzione degli stati depressivi. Il Ginkgo Biloba viene talvolta utilizzato preventivamente nei soggetti ad alto rischio, con una pregressa storia familiare di AD, poiché si ritiene che la somministrazione di GBE possa addirittura ritardare la comparsa dei sintomi legati alla demenza.
Recenti ricerche stanno poi fornendo promettenti risultati nell’ambito della cura di alcuni problemi di udito tra cui gli acufeni, e nel trattamento dell’emicrania. Inoltre il GBE viene talvolta prescritto alle donne in menopausa come alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, in quanto pare sia in grado, tra l’atro, di ridurre i fattori di rischio dell'osteoporosi e delle malattie cardiovascolari.
A.Giangrande
Specialista in Neuropsicologia
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2011-04-04

Lo studio CORONA ha evidenziato che la somministrazione cronica di ROSUVASTATINA ha ridotto il numero di ricoveri in ospedale, migliorando gli indici di funzione endoteliale e di infiammazione: in particolare tale azione è stata suggellata dall’uso di questo farmaco su pazienti affetti da insufficienza cardiaca su base ischemica.
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2010-12-22

Sono sette i sartani disponibili in Italia allo stato attuale: Losartan, Valsartan, Irbesartan, Candesartan, Eprosartan, Telmisartan ed Olmesartan.
Su di essi sono stati sviluppati diversi studi, tra cui l’ONTARGET che ha confrontato il telmisartan con il ramipril (ACE inibitore) e la loro associazione per valutarne l’efficacia nel ridurre la mortalità per cause cardiovascolari e...
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2010-04-26

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