Uno studio tra le staine ha confrontato ben 2511 pazienti che hanno cambiato l’utilizzo delle statine da atorvastatina alla simvastatina, dopo che avevano usato atorvastatina per almeno 6 mesi, con 9009 controlli di persone che non avevano effettuato nessuno switch ( dall’inglese cambio) di statine.
Il rischio di decesso o di un primo evento cardiovascolare maggiore è risultato associato in maniera statisticamente significativa allo switch ad una diversa statina, oltre che ad eventi cardiovascolari maggiori ed allo stroke.
Questo dato potrebbe essere correlato a diversi fattori: da non escludere in primis, la presenza di elementi confondenti non riconosciuti , nonostante siano state selezionate due coorti dal profilo cardiovascolare analogo.
I pazienti che hanno effettuato lo switch verso un’altra statina, hanno interrotto la terapia in misura significativa rispetto ai pazienti che non hanno effettuato lo switch, e questo anche per ragioni economiche correlate all’introduzione nel mercato inglese di simvastatina generica nel 2003, che hanno portato ad una riduzione del prezzo di simvastatina 20 mg all’inizio del 2004 e di simvastatina 40 mg verso la fine del 2004/ inizio del 2005.
Da non escludere differenze tra le statine che esulano dall’azione ipolipemizzante, come ad esempio gli effetti sull’infiammazione, sulla stabilizzazione della placca e sulla funzione endoteliale.
Tutto questo è stato confermato dal fatto che l’atorvastatina è molto rapida nell’efficacia terapeutica, e capace quindi di essere correlata ad effetti diversi da quello ipolipemizzante.
Quali sono, in sostanza, i messaggi chiave da tenere presente?
In primis, il fatto che le conoscenze relative all’effetto prodotto sugli esiti cardiovascolari dalla sostituzione di una statina con un’altra siano ancora piuttosto limitate. In secundis, che il paziente ha difficoltà nella compliance nel passare da una statina all’altra, e per questo il monitoraggio su di esso deve essere valutato in maniera attenta, prestando attenzione all’aderenza terapeutica, al controllo della colesterolemia ed agli esiti cardiovascolari.
Questo studio, ha infine, evidenziato che il passaggio da una statina all’altra sia associata ad eventi cardiovascolari più sfavorevoli rispetto a quanto avviene mantenendo la terapia in atto, e per tale motivo, prima di effettuare tale switch bisogna considerare la situazione clinica ed il rischio cardiovascolare del singolo paziente, oltre che la necessità di ulteriori studi.
BIBLIOGRAFIA
The British Journal of Cardiology AUDIT Lo switch tra statine: impatto sugli e
siti cardiovascolari del paziente di Philips, Roberts, Rudolph, Morant, Aziz, P
O’Regan Volume 14 Numero 5 Novembre- Dicembre 2007.
Lo studio CORONA ha evidenziato che la somministrazione cronica di ROSUVASTATINA ha ridotto il numero di ricoveri in ospedale, migliorando gli indici di funzione endoteliale e di infiammazione: in particolare tale azione è stata suggellata dall’uso di questo farmaco su pazienti affetti da insufficienza cardiaca su base ischemica.
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Sono sette i sartani disponibili in Italia allo stato attuale: Losartan, Valsartan, Irbesartan, Candesartan, Eprosartan, Telmisartan ed Olmesartan.
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