La contraccezione ormonale (CO) è ormai da considerarsi una metodica sicura ed efficace. La diminuzione progressiva delle dosi di estrogeno somministrate e lo sviluppo di nuove molecole progestiniche hanno permesso di conservare una buona efficacia a fronte di una minore incidenza di effetti collaterali.
È noto che gli estrogeni hanno un ruolo specifico nel controllo della crescita cellulare, nella riduzione dell’apoptosi e nella regolazione della produzione di fattori di crescita; da tali evidenze deriva la necessità di valutare un loro preciso ruolo nei meccanismi di cancerogenesi. Diversi e recenti studi epidemiologici hanno confermato che le associazioni estroprogestiniche conferiscono una considerevole protezione contro il cancro dell’ovaio e dell’endometrio. Tale protezione è duratura, persistendo per oltre 15 anni dalla sospensione del trattamento stesso; altrettanto evidenti sono gli effetti positivi della CO sulla riduzione del rischio di sviluppare il cancro colon-rettale e il linfoma non-Hodgkin. In molti studi la terapia ormonale contraccettiva è stata associata ad un aumento del rischio di cancro della cervice uterina: la CO agisce da co-fattore nello sviluppo della patologia neoplastica indotta dal virus del papilloma umano. Le donne che assumono CO, o che ne hanno assunto in passato, hanno un rischio lievemente aumentato di sviluppare il tumore della mammella, rischio che si normalizza dopo dieci anni dalla sospensione del trattamento, e che risulta maggiore in donne portatrici di mutazioni in BRCA1 e BRCA2.
Bibliografia
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Lo studio CORONA ha evidenziato che la somministrazione cronica di ROSUVASTATINA ha ridotto il numero di ricoveri in ospedale, migliorando gli indici di funzione endoteliale e di infiammazione: in particolare tale azione è stata suggellata dall’uso di questo farmaco su pazienti affetti da insufficienza cardiaca su base ischemica.
Nello studio sono stati arruolati ben 5011 pazienti...leggi
Sono sette i sartani disponibili in Italia allo stato attuale: Losartan, Valsartan, Irbesartan, Candesartan, Eprosartan, Telmisartan ed Olmesartan.
Su di essi sono stati sviluppati diversi studi, tra cui l’ONTARGET che ha confrontato il telmisartan con il ramipril (ACE inibitore) e la loro associazione per valutarne l’efficacia nel ridurre la mortalità per cause cardiovascolari e...leggi
Uno studio tra le staine ha confrontato ben 2511 pazienti che hanno cambiato l’utilizzo delle statine da atorvastatina alla simvastatina, dopo che avevano usato atorvastatina per almeno 6 mesi, con 9009 controlli di persone che non avevano effettuato nessuno switch ( dall’inglese cambio) di statine.
Il rischio di decesso o di un primo evento cardiovascolare maggiore è risultato associato...leggi