L’utilizzo degli psicofarmaci in età pediatrica è da tempo oggetto di dibattito in ambito medico, in particolare riferendosi all’utilizzo degli antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ( SSRI), ritenendo che questi potessero aumentare il rischio e comportamento suicida.La FDA statunitense ha redatto uno studio, evidenziando tutti i rischio dovuti all’utilizzo di questa categoria di farmaci: nonostante le accortezze, la prescrizione in età evolutiva è andata aumentando, con una prevalenza d’uso del 24 per mille.In Italia il valore è pari al 2,8 per mille,mentre la maggiore percentuale è in Gran Bretagna con valori pari al 5,7.
In questi ultimi anni l’attenzione è puntata sulla reintroduzione in commercio del metilfenidrato(Ritalin) e su quella dell’atomoxetina(Strattera) per la terapia del disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività(ADHD).
Allo scopo di garantire una diagnosi accurata ed una terapia appropriata, la somministrazione di questi farmaci può avvenire solo nell’ambito di un registro nazionale specifico presso l’Istituto superiore di sanità.
Tali farmaci sono infatti di prima scelta nel trattare quelle patologie dove la psicoterapia da sola non è sufficiente, come appunto nelle forme gravi ed invalidanti di ADHD.
La prima somministrazione avviene in un ambiente protetto e dopo una settimana e poi un mese si valuta la risposta terapeutica, seguitando ogni sei mesi per decidere se proseguire o meno il trattamento o andare avanti solo con la terapia psico-comportamentale.
Importante la diagnosi, che deve essere posta da una specialista in neuropsichiatria infantile, ed oltre a questo il controllo è sulla prevenzione cardiovascolare(aritmie,allungamento del tratto QT).
Un primo passo con la speranza di una terapia più efficace e risolutiva.
BIBLIOGRAFIA
Tempo Medico Gennaio 2007, numero 1
Pietro Panei, Istituto superiore della sanità, Roma
Lo studio CORONA ha evidenziato che la somministrazione cronica di ROSUVASTATINA ha ridotto il numero di ricoveri in ospedale, migliorando gli indici di funzione endoteliale e di infiammazione: in particolare tale azione è stata suggellata dall’uso di questo farmaco su pazienti affetti da insufficienza cardiaca su base ischemica.
Nello studio sono stati arruolati ben 5011 pazienti...leggi
Sono sette i sartani disponibili in Italia allo stato attuale: Losartan, Valsartan, Irbesartan, Candesartan, Eprosartan, Telmisartan ed Olmesartan.
Su di essi sono stati sviluppati diversi studi, tra cui l’ONTARGET che ha confrontato il telmisartan con il ramipril (ACE inibitore) e la loro associazione per valutarne l’efficacia nel ridurre la mortalità per cause cardiovascolari e...leggi
Uno studio tra le staine ha confrontato ben 2511 pazienti che hanno cambiato l’utilizzo delle statine da atorvastatina alla simvastatina, dopo che avevano usato atorvastatina per almeno 6 mesi, con 9009 controlli di persone che non avevano effettuato nessuno switch ( dall’inglese cambio) di statine.
Il rischio di decesso o di un primo evento cardiovascolare maggiore è risultato associato...leggi
