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2010-02-24

Ruolo della melatonina in ostetricia

Settore Farmaceutico


Ruolo della melatonina in ostetricia La melatonina è un ormone neuroendocrino, finalizzato al controllo dei ritmi biologici, secreto dall'ipofisi nelle ore notturne, proporzionalmente alla durata dell'oscurità.
Le azioni della melatonina sono mediate da specifici recettori di membrana, MT1 e MT2, espressi nel SNC (ippocampo, cervelletto, pars tuberalis dell'ipofisi) e a livello periferico (epitelio mammario, miometrio uterino, granulosa ovarica e cellule luteali).
In Letteratura le evidenze riportate conferiscono alla melatonina un ruolo nella stagionalità del concepimento, con picco massimo nella transizione inverno-primavera, in cui si osserva un rapporto invertito tra livelli di melatonina (bassi) e attività ovarica (alta). In altri studi è riportata la correlazione tra alti livelli di melatonina e basse concentrazioni plasmatiche di FSH e LH in donne in amenorrea primaria e secondaria, in soggetti in epoca prepubere e in ragazzi affetti da cecità; tale correlazione pare consentire la conclusione che la melatonina agisca come inibitore dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, con riduzione dell'espressione del gene GnRH. Alla melatonina, inoltre, è riconosciuta la funzione regolatoria della secrezione degli steroidi sessuali e protettiva dei follicoli ovarici dallo stress ossidativo e degli ovociti dai radicali liberi.
Il ruolo della melatonina nella gravidanza umana ancora non è ben chiaro: una riduzione dei suoi livelli, riscontrabili per alterazioni del ciclo giorno-notte o per prolungata esposizione alla luce anche nelle ore notturne, potrebbe rappresentare una possibile cause di alcune complicanze della gravidanza, quali aborto, preeclampsia e disabilità neurologica neonatale. Una ridotta produzione di melatonina all'inizio della gravidanza potrebbe essere correlata allo sviluppo di aborti spontanei; analogamente bassi livelli di melatonina si riscontrano in gravide complicate da preeclampsia, suggerendo un suo ruolo nella patogenesi per l’aumentato stress ossidativo a livello placentare, indotto inizialmente dalla produzione di fattori citotossici e dalla conseguente produzione di radicali liberi. Inoltre, la melatonina parrebbe svolgere funzione regolatoria della pressione sanguigna, esponendo quelle con bassi livelli ad un rischio maggiore di sviluppare la preeclampsia. Di recente acquisizione è il suo sinergismo con l'ossitocina nell'intensificare la contrattilità uterina in travaglio di parto.
In conclusione, la melatonina sembra essere essenziale in gravidanza, in quanto agisce non solo come regolatore del ritmo circadiano, ma anche come modulatore endocrino, immunomodulatore, “scavenger” dei radicali liberi, e indirettamente come agente antiossidante e citoprotettore, oltre ad intensificare la contrattilità uterina in travaglio di parto in sinergismo con l'ossitocina. Trattamenti con melatonina potrebbero avere un ampio spettro di benefici. Attualmente, a causa della mancanza di dati clinici, non se ne raccomanda l'uso in gravidanza o in epoca preconcezionale, seppur studi su animali non riportano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto e/o sviluppo postnatale.

Bibliografia

-Takayama H, Nakamura Y, Tamura H et al. Pineal gland (melatonin) affects the parturition time, but not luteal function and fetal growth, in pregnant rats. Endocr J. 2003 Feb;50(1):37-43
-Tauman R, Zisapel N, Laudon M et al. Melatonin production in infants. Pediatr Neurol 2002;26(5):379-82
-Jauniaux E, Hempstock J, Greenwold N et al. Trophoblastic oxidative stress in relation to temporal and regional differences in maternal placental blood flow in normal and abnormal pregnancies. Am J Pathol 2003;162(1):115-25
-Escames G, Khaldy H, León J et al. Changes in iNOS activity, oxidative stress and melatonin levels in hypertensive patients treated with lacidipine. J Hypertens 2004;22(3):629-35
-Sharkey JT, Puttaramu R, Word RA, et al. Melatonin synergizes with oxitocin to enhance contractility of human myometrial smooth muscle cells. J Clin Endocrinol 2009 Feb;94(2):421-7


Stefania Triunfo


Dipartimento della tutela della salute della donna e della vita nascente


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