La sicurezza nell’ambito alimentare è controllata da delle precise normative e si basa sul principio che il controllo dai campi alla tavola traduce la consapevolezza che alimenti sani e sicuri si possono ottenere solo in ambienti sani e sicuri.
Infatti, le contaminazioni più significative per gli alimenti si verificano a livello della produzione primaria, cioè durante le fasi dell’allevamento, della coltivazione dei vegetali, della caccia, della pesca e della raccolta di prodotti selvatici.
Le diossine possono entrare nella filiera alimentare attraverso diverse vie di ingresso, quali suolo, fertilizzanti, strutture zootecniche e agricole, prodotti fitosanitari, foraggi e mangimi.
La scarsa biodegradazione e la lunga persistenza ambientale di Pcdd (policloro-dibenzo-p-diossine) e Pcdf (policloro-dibenzo-furani) fanno si che la loro presenza nell’ambiente sia ubiquitaria. Quindi, i livelli di contaminazione delle superfici coltivabili o destinate al pascolo, su cui possono insistere differenti attività agricole, costituiscono un primo punto critico. Un problema, quindi che potrebbe provocare un sistematico bioaccumulo dei contaminanti, in un intervallo temporale rapportato alla vita zootecnica degli animali.
Un ulteriore contributo alla contaminazione del suolo da Pcdd e Pcdf potrebbe derivare dalle pratiche di fertilizzazione, attraverso l’uso di fanghi non depuratori non certificati (per esempio, fanghi che provengano da attività industriali che possano successivamente favorire la formazione di diossine).
Questi fanghi depuratori, sono un sottoprodotto dei trattamenti delle acque di scarico, caratterizzati da un elevato contenuto di nutrienti e materiale organico, utile per migliorare la fertilità del terreno. Caratteristica questa, che può rendere attraente il loro utilizzo nelle aziende agricole che non fanno uso di fertilizzanti chimici.
Un’altra fonte di contaminazione può essere individuata nelle ceneri: sia provenienti dagli inceneritori di rifiuti soldi urbani non in regola con le normative vigente, sia derivate dalla combustione illecita di rifiuti di vario tipo (inclusi quelli derivanti da pratiche agricole). Queste ceneri, se utilizzate come fertilizzanti minerali agricoli, costituiscono un’altra sorgente di Pcdd e Pcdf di potenziale impatto sulle produzioni agro-zootecnico.
Forme di allevamento a terra possono inoltre, contribuire a peggiorare l’inquinamento: come ad esempio l’utilizzo di trucioli derivati da legni lavorati e trattati con preservanti clorurati come, per esempio, il Pcpp (pentraclorofenolo), sostanza chimica usata come antiparassitario e conservante del legno esposto, oltre che per il trattamento del cotone.
Alcune pratiche agricole non codificate, come bruciare durante la stagione invernale le potature e le stoppie di piante e alberi trattati con fitosanitari clorurati per bonificare le coltivazioni, possono portare alla genesi di fumi e ricadute aeree contaminati in modo abnorme da diossine.
Non dimentichiamoci, inoltre che anche la produzione e la conservazione di foraggi a livello di azienda agricola, attraverso pratiche come la tostatura dei semi o l’essiccamento dei vegetali. L’aria calda, utilizzata per disidratare i foraggi fino al 12%, , potrebbe essere contaminata da diossine sotto forma di particolato aerodisperso o di vapori nei fumi di combustione.
E’ dal 1988 che il ministero della Salute ha predisposto annualmente il “Piano nazionale per la ricerca dei residui (Pnr)”, un programma di sorveglianza e monitoraggio della presenza, negli alimenti di origine animale, di residui di sostanze vietate e di medicinali veterinari, antiparassitari e agenti contaminanti, che potrebbero essere dannosi per la salute pubblica. Il Pnr viene attuato ai sensi del Decreto legislativo 158/2006, norma di recepimento delle direttive comunitarie 96/22/Ce e 96/23/Ce, e successive modifiche. Le sostanze ricercate rientrano in due categorie, secondo la classificazione riportata nell’allegato I della direttiva 96/23/Ce:
- Sostanze a effetto anabolizzante e sostanze non autorizzate per il trattamento degli animali da reddito;
- Medicinali veterinari e contaminanti ambientali (diossine, metalli pesanti, ecc.).
L’infezione di un’ ulcera rende impossibile qualsiasi processo di riparazione tessutale, ma anche la colonizzazione critica gioca un ruolo non secondario nei ritardi di cicatrizzazione. Quindi bisogna porsi come obiettivo quello di abbassare la carica batterica al di sotto del “valore –soglia”.La detersione o con la disinfezione dell’ ulcera sono sicuramente le metodiche più idonee....leggi
Innanzitutto è doveroso chiarire che dal momento dell’entrata in vigore del D. Lgs. 81/08 il medico competente, nel redigere il protocollo sanitario, qualora fosse insufficiente a monitorare la salute dei lavoratori esposti ai vari rischi lavorativi, non può più trincerarsi dietro il Documento della Valutazione dei Rischi fornitogli dal datore di lavoro. Infatti il comma 1 lettera a...leggi
L' acronimo REACH sta per
Registration (Registrazione)
• Evaluation (Valutazione)
• Authorization (Autorizzazione)
• CHemicals (Prodotti chimici)
•
Mentre la sigla CLP sta per
• Classification (Classificazione)
• Labeling (Etichettaura)
• Packaging (Imballaggio)
Il regolamento REACH trae...leggi
