I moderni studi sul vino si possono far risalire al 1854, anno nel quale il prof. Mulder dell’università di Utrecht (Olanda), pubblica il libro “La chimica del vino”, dove vengono identificati i principali sali, acidi e sostanze minerali in esso disciolti. Con l’avvento della cromatografia, poi, si è focalizzato il ruolo delle antocianine e si è aperto un nuovo fronte nel rapporto fra vino e salute: quello che porta allo studio dei polifenoli, un vasto gruppo di composti chimici molto reattivi presenti soprattutto nei vini rossi ed il cui principale esponente è il resveratrolo che presenta poteri non solo cardioprotettivi e vasodilatatori, ma anche antinfiammatori e antitumorali.Sono infatti ormai numerose le pubblicazioni su prestigiose riviste internazionali (Nature, Annali of New York Academy of Science, Circulation, Journal of Nutrition) che riportano sia dimostrazioni epidemiologiche sia sperimentali a favore del vino, come agente preventivo e protettivo, se usato in modiche quantità, per le malattie cardiache coronariche e vascolari periferiche. I meccanismi ipotizzati e dimostrati sono numerosi ed indagano principalmente sull’effetto antiossidante dei vari polifenoli che riducono il danno ossidativo nelle cellule e sullo lipoproteine plasmatiche, producendo un aumento del colesterolo cosiddetto ”buono” (HDL) e anche sul sistema coagulativo attraverso un generale effetto antitrombotico, principalmente basato sulla riduzione dell’aggregazione piastrinica. Questi meccanismi benefici sono la spiegazione del cosiddetto”paradosso francese”, e cioè della minore mortalità cardiovascolare in Francia rispetto all’ Inghilterra, nonostante l’elevato consumo di grassi saturi: il vino rosso sembra proteggere le arterie. Una ricca letteratura documenta anche l’attività antitumorale dei polifenoli del vino in sistemi sperimentali, quali linee cellulari tumorali “in vitro” (carcinoma della mammella, dell’intestino e della prostata) o modelli dei tumori nei roditori. I meccanismi che stanno alla base dell’attività antitumorale o chemioprotettiva di lesioni neoplastiche sono diversi e vanno dall’aumento dell’apoptosi nei tumori (morte cellulare programmata) all’inibizione della sintesi degli acidi nucleici, della modulazione della via di traduzione del segnale di crescita nelle cellule (per alterata espressione di enzimi “chiave” come le ciclo-ossigenasi o le protein-chinasi) all’inibizione dell’angiogenesi, cioè della vascolarizzazione tumorale. Una pubblicazione di un gruppo di ricercatori statunitensi della bostoniana Harvard Medica School sul numero di agosto del 2003 di Nature, documenta inoltre come il resveratrolo possa aumentare la sopravvivenza e l’attività di alcune proteine “chiave” per la vita delle cellule, le sirtuine. Questo ha fatto prospettare agli autori una vera e propria attività “antinvecchiamento” del vino che dovrà essere documentata nei modelli animali e poi sull’uomo. Ma nel rapporto vino - salute non ultimo è un interessante filone di ricerca che riguarda benessere e bellezza. Ricordando come la regina d’Egitto, Cleopatra, avesse l’abitudine di farsi levigare la pelle con una crema a base di mosto di vino e polvere di alabastro, la ricerca ha individuato nei polifenoli contenuti nell’uva un potenziale prezioso alleato della salute e della bellezza della pelle. Sono così comparse sul mercato linee di prodotti di bellezza che, grazie ai polifenoli, proteggono da tutti i radicali liberi i quali aggrediscono le cellule della pelle, ossidandola e causando di conseguenza rughe e macchie scure. Accanto a questi prodotti, è poi recentemente nata la vinoterapia, effettuata sotto forma di fanghi per il viso e per il corpo, di bagni, di idromassaggi e di peeling con azione esfoliante effettuata con creme composte da vinaccioli e bucce. Forse aveva veramente ragione Arnaldo di Villa Nova che in un saggio scritto intorno al 1300 intitolato Il mantenimento della giovinezza e il ritardo dell’invecchiamento, si diceva convinto che “dal vino possa prima o poi essere ottenuta l’acqua della vita”.
Recenti dichiarazioni portano a voler limitare o eliminare in quanto ritenuti poco salutari, l’assunzione del latticini dall’alimentazione. Alcune teorie dichiarano che i latticini in etá adulta sono poco utili alla salute se non addirittura controproducenti, ma quanto di vero c’e’ in tutto cio? Che cosa si conosce del latte vaccino di cui ci alimentiamo e che cosa non va bene nel latte...leggi
Una delle frasi più comuni che negli anni mi son sentito dire dalle donne quando si parlava di Palestra è sempre stata la solita: “ non voglio i muscoli come un uomo..!! “ oppure “….non faccio pesi perché poi divento un uomo!!!...” ; ed ecco che evitano di entrare in Sala Pesi e si lanciano a fare le lezioni musicali di Step,G.a.G.; Pylates, Spynning Aerobica,Movida ...leggi
In questo articolo si vuole spiegare come si calcola il nostro fabbisogno giornaliero di Kcal
Un Domanda molto frequente che pone in PALESTRA è :”ma cosa devo magiare?.. quanto devo mangiare? Quante kcal al giorno devo assumere?”
Domande molto frequenti soprattutto dai frequentatori di palestre e centri sportivi.
Negli anni si è fatto una grande dibattito riguardo il legame Prestazione...leggi
