Cattiva alimentazione,uso e abuso di farmaci,alcool,stress tendono sempre di piu’ ad avere come bersaglio il fegato. In fitoterapia viene efficacemente usato come epatoprotettore il Cardo Mariano(Silybum marianum). Il Cardo mariano è una pianta biennale della famiglia delle “Compositae” che cresce sui terreni rocciosi ,ai margini delle strade,sia al livello del mare che in montagna.E’ diffusa in Europa meridionale e occidentale.E’ una grande pianta caratterizzata da capolini solitari,con fiori tubulosi color porpora,circondati da un involucro le cui brattee esterne terminano con delle spine appuntite. Si utilizzano i frutti.Il principio attivo è la silimarina che può essere considerata una miscela di flavolignani:la silibina,scavenger dei radicali liberi,la silicristina e la silidianina.L’azione di tutti questi composti si esplica mediante una interazione con la membrana cellulare e subcellulare del- l’epatocita .Ciò è confermato da studi chimico-fisici che hanno localizzato la sede dell’interazione a livello dell’interfaccia idrofobico-idrofilica dell’epatocita dove,riducendo il tournover dei fosfolipidi e del colesterolo,svolge un’azione stabilizzante. Il fegato è l’organo principalmente deputato alla metabolizzazione di sostanze esogene ed alla maggior parte delle reazioni biochimiche che avvengono nell’organismo per cui è soggetto a una serie di danni che vanno dalla tanto diffusa steatosi epatica,alla cirrosi fino alla cancrocirrosi. La silimarina si è dimostrata efficace, come adiuvante, sia nelle alterazioni funzionali del fegato,durante e dopo epatiti,che nelle epatopatie degenerative croniche come la cirrosi.I criteri di valutazione della silimarina sono molteplici:volume epatico,peso,evoluzione dell’ittero,degli edemi,delle transaminasi sieriche(GOT -GPT-gamma GT). I meccanismi del danno epatocellulare da alcool sono diversi e sono dovuti all’attivazione del sistema enzimatico ossidante microsomiale(MEOS) che ossida l’etanolo ad acetaldeide inducendo la produzione di radicali liberi responsabili del danno di membrana attraverso il cosiddetto “stress osssidativo”. La maggior parte dei metaboliti tossici che provengono da farmaci e da composti chimici sono per lo più radicali liberi che reagiscono con le diverse strutture circostanti quali macromolecole o membrane cellulari dando origine a tutta una serie di reazioni a catena che generano nuovi radicali liberi che producono lesioni ai tessuti e alla cellula.La perossidazione lipidica è una conseguenza della produzione di radicali liberi e svolge un ruolo determinante nel danno epatico che si aggrava, in seguito,per la concomitante riduzione dei meccanismi di protezione cellulare come la via del glutatione e la riduzione della concentrazione degli antiossidanti naturali. L’azione della silimarina sui microsomi epatici è stata dimostrata :l’azione antiperossidativa sull’ossigenoperossidasi si oppone alla distruzione dei lipidi di membrana degli epatociti.Sia in vivo che in vitro si è evidenziata anche un’attività positiva della silimarina nei processi di rigenerazione cellulare attraverso un aumento della sintesi proteica ,ciò in quanto la silibina incrementa la velocità di sintesi dell’ RNA ribosomiale attraverso la stimolazione della polimerasi I dei nucleoli. In conclusione,tutti quelli che lamentano disturbi epatici,dovrebbero prima di ogni altra cosa seguire una buona igiene alimentare(diminuire gli zuccheri e grassi saturi,fritti ed insaccati ed aumentare il consumo di frutta di stagione e verdura,nonchè di liquidi),dovrebbero seguire i giusti ritmi biologici e praticare una giusta quantità di moto e poi iniziare una terapia con Cardo mariano dai tre ai sei mesi all’anno,per proteggere ed aiutare il loro fegato. In definitiva il miglior modo di utilizzare la silimariana per la sua attività antiepatotossica ed epatoprotettrice è l’estratto secco nebulizzato e titolato e polverizzato dei frutti della pianta di Sylibum,da usarsi in capsule da 300mg,prima dei pasti principali. La terapia può essere protratta nel tempo in quanto non si sono evidenziati effetti collaterali o tossici ascrivibili al Cardo mariano.
Mirella Zerbino
Farmacista- Specialista in Scienze e Tecniche delle Piante Officinali e Omeopatia