La diossina è un termine generico che viene utilizzato per indicare una numerosa famiglia di sostanza chimiche che contengono cloro. Queste sostanze si caratterizzano per proprietà simili, tra cui:- Difficoltà a sciogliersi nell’acqua;- Elevata capacità di sciogliersi nei grassi;- Difficoltà a biodegradarsi;- Lunga durata nell’ambiente;- Forte tendenza ad accumularsi negli organismi viventi.E’ un potente cancerogeno, non è un prodotto industriale, ma un sottoprodotto indesiderato di altre reazioni chimiche. Esso deriva,dalle seguenti fonti:- Processi di combustione incontrollata, come l’incenerimento dei rifiuti del giardinaggio e delle attività agricole;- Incendi boschivi;- Incendi di siti industriali;- Fuochi dei caminettiLe diossine, dipendono dalle caratteristiche della combustione, oltre che dalla dimensione e dalla durata del processo in sé. Tra i precursori della diossina, ci sono i seguenti composti:- Policlorobifenili;- Polivinilcloruro;- Pentaclorofenolo;- Prodotti fitosanitari clorurati.Le caratteristiche chimico- fisiche variano in base al grado di clorurazione: ad un maggior numero di atomi di cloro corrispondono una bassa solubilità in acqua ed un alto grado di lipofilicità . Hanno poi una bassa tensione di vapore (che ne determina una lenta evaporazione), un alto punto di fusione, una bassa biodegradabilità ed una degradazione fotochimica variabile in base alle condizioni. Questo causa bioaccumulo ed una lunga persistenza ambientale. Sono ubiquitarie e presenti ovunque anche a bassissime dosi: hanno una grande variabilità nell’ambiente, e tracce di questo composto sono state rinvenute negli anni quaranta e negli ultimi decenni sono state messe in atto delle misure rigorose per la riduzione del rischio diossina. Poco a poco, si è giunto ad abbattere i livelli ambientali e delle concentrazioni rilevate nell’essere umano. Il rischio diossina, deriva sostanzialmente dalla presenza di due tipi di rifiuti; ovvero sia, quelli di origine industriale e quelli generati dalle attività agricole e zootecniche, che aggravano significativamente l’immissione di diossina nell’ambiente. La penetrazione di diossina nell’organismo umano, avviene per via alimentare, in più del 90 per cento dei casi, mentre appare quindi poco probabile una penetrazione per via inalatoria mediante la combustione incontrollata dei rifiuti domestici. La via alimentare, segue invece un altro percorso: la pratica di bruciare rifiuti agricoli all’aperto, come teloni di copertura di plastica, sacchi con residui di fitofarmaci clorurati, tubi in PVC, fanno liberare e ricadere sul terreno le diossine che vengono ingerite dagli animali di pascolo, come ovini e bovini, che ingeriscono una certa quantità di terra che può contenere queste sostanze, quando brucano l’erba.Un bovino, ogni giorno, può ingerire 200-300 grammi di terra, la diossina si accumula nel grasso dell’animale e per gli animali produttori di latte si può poi accumulare nel latte prodotto e negli alimenti derivati.
Luca Gabriele Punziano
medico generico specializzando di Igiene e Medicina Preventiva all’Umberto I di Roma




