L’endocardite infettiva (EI) è un’infezione delle strutture sia valvolari che parietali del cuore caratterizzata da elevata morbidità e mortalità. Secondo il Global Burden of Disease Study, il tasso di incidenza standardizzato per età e la mortalità per le EI sono continuati ad aumentare nelle ultime 3 decadi (dal 1990 al 2019): rispettivamente dal 9.91 a 13.80 per 100.000 persone/anno e da 0.73 a 0.87 per 100.000 persone/anno. Data la complessità gestionale della patologia e la necessità di migliorare l’outcome dei pazienti, nel 2023, è stato pubblicato, a cura della International Society for Cardiovascular Infectious Diseases (ISCVID), un aggiornamento dei Criteri di Duke, universalmente utilizzati per la diagnosi dell’EI. Sempre nello stesso anno, la European Society of Cardiology (ESC) ha pubblicato le nuove linee guida per la gestione dei pazienti con EI. I nuovi criteri di Duke-ISCVID hanno mantenuto la classica suddivisione in criteri anatomo-patologici e criteri clinici (maggiori e minori) pur tuttavia hanno apportato alcuni aggiornamenti. Tra le principali novità, per quanto riguarda il criterio anatomo-patologico, è stata introdotta l’identificazione microbiologica oltre che con le metodiche colturali tradizionali anche mediante tecniche più innovative come la PCR 16S/18S, il sequenziamento genico o l’ibridazione in situ con fluorescenza. In merito ai criteri clinici, è stato introdotto un terzo criterio maggiore relativo alla chirurgia ovvero la possibilità di diagnosticare una EI mediante il riscontro intra-operatorio di lesioni tipiche. Nell’ambito del criterio microbiologico, nell’aggiornamento dell’ISCVID, sono stati aggiunti i seguenti microrganismi tipici: S. lugdunensis, E. faecalis, tutte le specie di Streptococcus fatta eccezione per S. pneumoniae e S. pyogenes, Granulicatella spp., Abiotrophia spp. e Gemella spp. Inoltre, in presenza di protesi, sono considerati tipici i seguenti microrganismi: Stafiloccocchi coagulasi-negativi, C. striatum, C. jeikeium, S. marcescens, P. aeruginosa, C. acnes, micobatteri non tubercolari e Candida spp. Sempre in ambito microbiologico, un titolo anticorpale di IgG ≥1:800 per B. quintana o B. henselae è sufficiente per porre diagnosi microbiologica di EI. Allo stesso modo l’identificazione di C. burnetii, Bartonella spp. o T. whipplei con metodiche di PCR o di metagenomica su sangue è adeguata per una definizione microbiologica delle EI con emocolture negative. In ambito radiologico, viene introdotta la cardio-tomografia computerizzata. Inoltre, viene valorizzato il ruolo della tomografia a emissione di positroni con 18 fluoro-desossiglucosio (18-FDG PET-TC): criterio maggiore se positiva (elevato metabolismo glucidico) dopo almeno 3 mesi dall’impianto del materiale protesico, viceversa è considerata come criterio minore se positiva nei 3 mesi successivi alla chirurgia. Le linee guida ESC, in ambito microbiologico, aggiungono tra i microrganismi tipici solo l’E. faecalis. Le nuove metodiche molecolari rappresentano solo criteri minori per la diagnosi di EI. In ambito radiologico, oltre alla 18-FDG PET-TC, viene introdotta la tomografia a emissione di fotone singolo con leucociti marcati (WBC SPECT/CT). Per entrambe le metodiche, la positività rappresenta un criterio maggiore indipendentemente dal timing post-chirurgico. In ambito terapeutico, le linee guida ESC introducono il concetto di terapia antimicrobica orale a seguito della pubblicazione dello studio POET (Partial Oral versus Intravenous Antibiotic Treatment of Endocarditis) che ha dimostrato che dopo una fase iniziale di trattamento endovenoso, in pazienti selezionati, il trattamento può essere completato con una terapia antibiotica orale. In ambito della gestione chirurgica delle EI, le linee guida ESC suggeriscono una rapida sostituzione delle protesi valvolari con EI precoce ed immediata estrazione dei elettrocateteri di pacemaker. Infine, per quanto riguarda la profilassi, viene aumentata la raccomandazione per la profilassi in occasione di procedure dentarie che deve essere effettuata nella categoria dei pazienti ad alto rischio.
Dott. Sebastiano Leone
Direttore UOC di Malattie Infettive
AORN San Giuseppe Moscati
Contrada Amoretta – 83100 Avellino