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Doctormag Medicina e Salute News

2008-01-20

RISCHI E SICUREZZA IN LABORATORIO: RACCOMANDAZIONI

Professioni Sanitarie


RISCHI E SICUREZZA IN LABORATORIO: RACCOMANDAZIONI

In un laboratorio di analisi chimiche o di ricerca sono presenti alcuni rischi specifici, ognuno di essi può essere evitato se ogni singolo operatore  si sente la persona responsabile della sicurezza. La sicurezza del laboratorio è quindi un aspetto legato al buon senso ed anche  se molti dei rischi potenziali citati in questo articolo possono sembrare evidenti, è prudente comunque ricordarli tutti per fare di ogni persona un sicuro operatore di laboratorio capace di riconoscere il pericolo e di intervenire nell’ emergenza.I fattori che vanno a determinare il rischio chimico sono: l’infiammabilità, la reattività,e la tossicità. L’ infiammabilità viene intesa come la capacità di generare una reazione altamente esotermica  quando una o più sostanze  sono messe a contatto fra di loro provocando cosi un potenziale incendio. La reattività e’ intesa la capacità a partecipare ad una reazione chimica. La tossicità e’ invece è la capacità di  determinare effetti lesivi sull’ organismo. In un laboratorio si sconsiglia l’ uso di anelli, bracciali e collane, mentre è necessario l’utilizzo  dei consueti dispositivi di sicurezza in quanto la pericolosità di una sostanza reattiva è unita alla capacità di causare la necrosi di tessuti. Il contatto può provocare ustioni e tali effetti sono solitamente immediati. A differenza dell’ infiammabilità e della reattività, gli effetti lesivi dovuti alla tossicità non si avvertono immediatamente, ma a volte solo dopo esposizione prolungate nel tempo.Le vie di penetrazione nell’ organismo sono: l’ inalazione, contatto con la cute, contatto con gli occhi, l’ingestione.L’inalazione rappresenta il principale modo di assorbire sostanze chimiche.L’ inalazione di sostanze altamente solubili quali ammoniaca ed acidi può causare irritazioni e bruciori nel tratto iniziale dell’ apparato respiratorio, mentre sostanze quali cloro o anidride solforosa danneggiano bronchi e tessuti polmonari. L’’inalazione invece di sostanze poco solubili quali ozono o biossido di azoto possono invece provocare edemi polmonari. L’ assorbimento per via cutanea provoca raramente intossicazioni acute, ma reagisce invece come meccanismo di accumulo.Detto ciò, affinchè il rischio sia eliminato o ridotto, un ruolo fondamentale per garantire la sicurezza nei laboratori e nei reagentari, è rivestito dall’ impianto di ventilazione, condizionamento, aspirazione, ma soprattutto da una sicura manipolazione di tali sostanze.Si deve pertanto operare sempre sotto cappa aspirante, l’ ambiente deve essere in depressione e l’ eventuale impianto di condizionamento  non deve riciclare l’aria del laboratorio. Sono inoltre raccomandati controlli periodici dell’ integrità dei contenitori in quanto il loro deterioramento può causare una dispersione della sostanza chimica. Va inoltre ricordato per buona prassi di laboratorio di rispettare i valori limiti di soglia(TLV) ovvero la concentrazione media massima a cui può essere esposto il lavoratore. Il TWA(Valore medio ponderato nel tempo) valutato nelle 8 ore lavorative può essere superato non più di 4 volte al giorno per brevi esposizioni, considerando però un intervallo di un’ora tra 2 esposizioni successive. Il valore limite di soglia massimo non deve mai invece essere superato in nessun momento della giornata lavorativa. A tale proposito è opportuno quindi misurare i livelli di inquinamento ed esposizione  avvalendosi di strumentazioni opportune o l’ ausilio di strutture specializzate nei monitoraggi ambientali.


Scarica RISCHI_E_SICUREZZA_IN_LABORATORIO.pdf
Irene Donnarumma
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